Cornice teorica di riferimento

L’ Associazione “Passo dopo passo…insieme” da anni utilizza un modello teorico costruttivista, ampiamente diffuso nel mondo occidentale, che si differenzia da quello psichiatrico/psicoanalitico per i seguenti motivi: mentre in quest’ultimo l’enfasi è posta sulla diagnosi, sulle cause e la cura delle dinamiche intrapsichiche patologiche, in quello costruttivista l’attenzione è spostata sulla risoluzione del problema personale attraverso il cambiamento di quei processi mentali e comportamentali che lo mantengono in vita.
In quello psichiatrico/psicoanalitico si lavora sui nessi di causa-effetto e il disagio è ritenuto un “prodotto” di fatti biografici, vicissitudini evolutive, dinamismi intrapsichici e patologia personale; in quello costruttivista invece ci si focalizza sulle ragioni, significati, azioni che il soggetto mette in atto producendo le situazioni e gli stati mentali che sperimenta.
Nel primo caso il soggetto subisce gli effetti patologici di eventi incontrollabili; nel secondo caso l’individuo concorre a creare certi eventi e stati problematici, peraltro mantenendoli nel tentativo di risolverli.
Mentre nel modello psichiatrico si parla di un ragazzo a cui “è stato fatto qualcosa”, il modello costruttivista guarda ad un ragazzo che “sta facendo qualcosa”.
Mentre nel primo l’individuo è considerato un malato da curare, nella consulenza psicologica costruttivista si creano nell’interazione le condizioni affinché la persona possa modificare i propri schemi d’azione e di conseguenza la percezione di sé, degli altri e del mondo.

Obiettivi

Il modello costruttivista si pone i seguenti obiettivi:

  • far emergere e potenziare risorse, doti, qualità, competenze, strumenti che la persona già possiede;
  • aiutare l’individuo a rileggere il proprio problema in un altro modo;
  • fornire soluzioni strategiche per la risoluzione dei problemi;
  • prestare più attenzione al problema della persona e non al considerare la persona come problema.

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Nuova lettura della relazione giovane – adulto

L’ Associazione, in linea con il “Centro Formazione – Laboratorio di Psicologia dott. Masoni”, con il quale collabora da anni, promuove una nuova lettura della “realtà” giovanile e della società.
Negli ultimi anni bambini e ragazzi appaiono agli adulti sempre più disobbedienti, poco motivati allo studio, viziati, annoiati, che non sanno più divertirsi né impegnarsi seriamente in qualcosa.
La “crisi dell’obbedienza” ha determinato l’insuccesso degli strumenti educativi che si fondano sugli ordini (ad esempio far rispettare le regole, dare punizioni…) con conseguente frustrazione degli adulti, che non possono più mettere in pratica ciò che hanno visto fare con loro dai propri docenti e genitori.
Si assiste inoltre a una crisi dell’efficacia di una delle istituzioni storicamente più scontate: il gruppo classe. Insegnare in modo tradizionale è sempre più difficile.
C’è pertanto la necessità di apprendere nuove strategie che abbiano come fulcro la relazione tra adulto e ragazzo.
L’adulto sta scoprendo che per poter essere agente di cambiamento deve fare un autocambiamento e non richiedere, con ordini, che il ragazzo cambi. L’autocambiamento consiste nel “leggere” il ragazzo in un modo diverso, nel fornirgli il suo ritratto, attraverso cioè strumenti e metodi che i ragazzi sentano loro e non imposti da alterità incomprensibili.

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