Come gestire le proprie relazioni sul lavoro

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“Se vuoi che l’altro cambi, comincia tu” (Gandhi)

Questo percorso è…

Un bisogno da percepire:

La società in cui viviamo è cambiata in modo repentino negli ultimi 30 anni. Una società cambia quando cambiano coloro che la compongono, che la creano, che la vivono.
Ciò che non cambia è il bisogno di capirsi. Al contrario, sempre maggiore è la necessità che le comunicazioni siano fruibili, chiare, efficaci.
La società odierna investe nella comunicazione, tanto che diversi sociologi denominano il nostro tempo come la “società delle comunicazioni”. Il problema sorge nel momento in cui l’attenzione, in termini di evoluzione, viene dedicata alle tecnologie della comunicazione e non alle competenze comunicative delle persone.
Il mondo aziendale è fitto di relazioni interpersonali e, come in ogni contesto umano, sono queste a determinare principalmente il benessere del gruppo di lavoro e di conseguenza l’esito dei risultati della collaborazione.
L’azienda può definirsi come un micro-mondo in costante comunicazione che, se assente o se distorta, produce un’incomprensione prima nel contenuto poi tra le persone. È sempre maggiore l’interesse delle imprese a rendere efficace le comunicazioni nei suoi teams di lavoro, perché possa espandersi la comprensione quale competenza professionale oltre che umana.
La comunicazione veicola gli interessi in gioco nelle relazioni, tanto nel campo professionale quanto nel campo personale.
Il bisogno trasversale nel mondo adulto, ancor prima che nel mondo giovanile, è di incrementare la consapevolezza delle proprie modalità di comunicazione. La necessità è di favorire l’auto-percezione prima ancora di criticare le modalità altrui, infatti, è questa una dinamica che spesso accende tensioni all’interno del mondo del lavoro, tensioni che a loro volta producono un malessere professionale.
Occorre che gli adulti si mettano in gioco in prima persona. È perciò necessario che il dipendente parta da se stesso per poter diventare agente di cambiamento per l’altro: “se vuoi che l’altro cambi, comincia tu” (Gandhi). L’adulto è chiamato ad educare se stesso a questa disponibilità di autocambiamento.

Un obiettivo da raggiungere:

“Strategie incisive” è un servizio che propone strategie efficaci per la comunicazione, dunque per la relazione. Propone di:

  • Osservarsi: rendersi consapevoli delle proprie modalità comunicative e relazionali efficaci e meno efficaci;
  • Raccontarsi: condividere la propria esperienza favorendo uno scambio reciproco;
  • Orientarsi: individuare modalità comunicative nuove;

Un destinatario a cui rivolgerci:

Il servizio si rivolge ai dipendenti delle aziende che ne fanno richiesta.

Una strada da percorrere:

“Strategie incisive” fornisce nuove strategie relazionali da utilizzare nella propria quotidianità lavorativa.
Una di queste è la negoziazione, l’arte cioè di ottenere la soluzione dei problemi coinvolgendo entrambe le parti in questione. Essa si pone come alternativa all’autoritarismo ed al permissivismo e richiede altre competenze, quali la trasformazione del problema in risorsa, la prescrizione del sintomo e la profezia che si autoavvera, che verranno illustrate durante il percorso.
Ampio spazio verrà inoltre dato a quelle che saranno le richieste dei dipendenti.
Il percorso è condotto da una psicologa psicoterapeuta: le modalità innovative di conduzione, secondo un approccio costruttivista, permettono di proporre interazioni e simulazioni durante gli incontri per raggiungere rapidamente i cambiamenti desiderati.

Un metodo da tenere a mente:

L’associazione lavora con un approccio costruttivista, che utilizza la relazione come metodo di lavoro.
La persona, inserita nella propria cultura, attraverso “autonarrazioni (ciò che dice di sé) ed eteronarrazioni (ciò che gli altri dicono di lui)”, costruisce in modo attivo la propria verità narrativa, la propria storia di vita, con i propri, significati ed intenzioni. È questa trama che produce le situazioni e le azioni che ognuno di noi mette in atto.
Secondo il modello costruttivista, guardiamo all’altro non come un problema ma come una persona che ha un problema e come tale è il più competente a risolverlo qualora ne avesse il desiderio.
Puntiamo a far emergere e potenziare risorse, qualità, competenze, strumenti che il ragazzo già possiede; ad individuare insieme soluzioni strategiche per affrontare i problemi.
Partiamo da noi stessi per diventare agenti di cambiamento per l’altro: “se vuoi che l’altro cambi, comincia tu” (Gandhi). Non funziona più richiedere (con ordini) che il ragazzo cambi senza che noi adulti ci si metta in gioco in prima persona. Oggi, per diventare agenti di cambiamento per l’altro, siamo chiamati ad educare noi stessi a questa disponibilità di autocambiamento.

Una valutazione da effettuare:

“Strategie incisive” viene monitorato attraverso equipe settimanali e di supervisione mensile. A conclusione del percorso viene somministrato un questionario di gradimento i cui risultati sono utilizzati per la stesura della relazione finale.

Un tempo e un luogo per agire:

Il percorso si svolge da ottobre a maggio, con un incontro di un’ora e trenta minuti.

Un team da conoscere:

Le attività sono progettate e valutate dall’equipe dell’Associazione, composta da: un coordinatore generale dei servizi, due educatori professionali, una psicologa.
L’equipe si incontra settimanalmente ed effettua una supervisione mensile.